Mandie-

Gioco di gruppo solitamente praticato dai bambini in ampi spazi aperti. Più che un gioco è un principio fondamentale di difficoltà o di costrizione sulla base del quale i bambini, ragazzi ed educatori inventano continuamente nuovi passatempi.

Giocatori

Possono partecipare al gioco da un minimo di dieci ad un massimo di trenta bambini.

Strumenti

Per giocare a mosca cieca non si necessitano particolari strumenti solo un fazzoletto con cui bendare il bambino in conta ed uno spazio ampio possibilmente all’aperto.

Regole

All’inizio, tramite conta, si decide il bambino che stà sotto. Egli viene bendato con un fazzoletto legato dietro la nuca. Lo si guida al centro della stanza o del cortile mentre gli altri giocatori, tenendosi per mano, fanno un girotondo intorno a lui cantando una canzoncina o filastrocca. All’improvviso, quando vuole, colui che è bendato grida: “ alt!” e tutti devono fermarsi e tacere. Chi stà sotto punterà quindi il dito in una qualsiasi direzione ed il giocatore indicato lascerà il girotondo entrando nel cerchio. La mosca cieca cercherà di prenderlo e le sue possibilità migliorano se il cerchio è più stretto. Quando riuscirà ad acchiappare il bambino nel cerchio, anche solo sfiorandolo, dovrà indovinare il nome di quest’ultimo toccandogli la faccia o ponendogli alcune domande. Non ci sono nè vinti nè vincitori.

Una variante della mosca cieca classica è quella libera. La differenza fondamentale è che non c’è nessun cerchio attorno al bambino bendato il quale sarà fatto solamente girare su sé stesso fino a perdere l’orientamento. Gli altri partecipanti inizieranno allora a girargli intorno punzecchiandolo finchè il bambino bendato non riuscirà ad afferrarne uno. Il gioco poi prosegue come la versione classica ovvero indovinando l’identità del bambino catturato dalla mosca cieca.

Scopo

Lo scopo del gioco è prevalentemente il divertimento in quanto non ci sono nè vinti nè vincitori in esso.

Storia

La mosca cieca nasce come gioco di intrattenimento di gruppo negli anni del dopo guerra in Italia. Ancora oggi è molto praticato sopratutto negli oratori, durante le feste dei bambini, o nelle scuole durante la ricreazione.