Dixit

Dixit - foto di MeoplesMagazine
[ foto di MeoplesMagazine ]
Dixit è un gioco composto da carte illustrate in cui l'elemento fondamentale è la comunicazione tra le persone.

Giocatori

Si gioca da un minimo di quattro ad un massimo di sei giocatori.

Mazzo

Il mazzo da gioco è formato da 84 carte illustrate a mano da Marie Cardouat.

Regole

Un giocatore è il narratore per il turno. Egli guarda le 6 carte raffiguranti che ha in mano. Da una di queste, inventa una frase che dice ad alta voce (senza mostrare la carta per gli altri giocatori). Gli altri giocatori selezionano tra le loro 6 carte quella che si adatta meglio alla frase creata dal narratore. Poi, ognuno di loro consegna la carta selezionata al narratore, senza mostrarla agli altri. Il narratore rimescola la sua carta con tutte le carte ricevute. Tutte le immagini vengono disposte a faccia in su dal narratore, in modo casuale, e ogni giocatore deve scommettere a quale carta si è ispirato il narratore nel creare la frase. Se nessuno o tutti trovano l'immagine corretta, il narratore riceverà zero punti, mentre i giocatori 2 punti. In caso contrario, il narratore e colui che ha indicato la carta corretta riceveranno 3 punti. I giocatori ottengono poi 1 punto per ogni voto ottenuto dalla loro immagine. Il gioco finisce quando il mazzo è vuoto. Il giocatore con un punteggio totale maggiore vince la partita.

Scopo

Lo scopo del gioco è riuscire ad indovinare la carta a cui il narratore si è ispirato per formulare la frase detta a tutti. Più volte si indovina la carta più punti si ottengono per la vittoria finale raggiunta dal punteggio più alto.

Storia

Il gioco è stato inventato da Jean-Louis Roubira, "Io lavoro molto con i giovani che hanno grandi difficoltà esprimere i loro sentimenti", ha detto e questo lo ha portato l'idea per il gioco. Egli ha infatti trovato le immagini un' idea affascinante che può esprimere diverse associazioni e pensieri. Il 2 agosto 2010 si è aggiudicato il premio come miglior gioco sofisticato di “Mondo senza fine” di Micheal Rieneck e Stefan Stadler, adattato al romanzo di Ken Follet.